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Maria Grazia Tonti nuova guida dell'Associazione

Maria Grazia Tonti Presidente Cardiologica Marche OnlusIl subentro al vertice dell'Associazione Italiana per il Progresso della Cardiologia e della Cardiochirurgia Onlus - Sez. Marche


[dicembre 2017] – Ereditando il forte impegno morale e professionale materno, la dott.ssa Maria Grazia Tonti subentra alla guida dell’Associazione Cardiologica Marche Onlus, oltre che proseguire come imprenditrice di eccellenti capacità alle redini della MAIT di Osimo, azienda che la madre Enrica Camilletti (scomparsa nel giugno scorso) ha fondato e lanciato a livello mondiale in quasi mezzo secolo di vita nel settore della progettazione e costruzione di macchine trivellatrici. Nell’assemblea del 20 ottobre u.s., su forte ed unanime richiesta, la carica è stata ricevuta dalla neo-eletta, con la fiducia e la consapevolezza che la sua figura saprà segnare un passo prezioso, abbinando continuità e rinnovamento negli impegni dell’Associazione, sempre più proiettata verso nuove esigenze del mondo medico-sanitario a cui donare sostegno concreto per associati e familiari.

Al Consiglio Direttivo non resta che rivolgere al nuovo Presidente il più ossequioso benvenuto ed il più sentito ringraziamento per la disponibilità mostrata, consapevole che la competenza professionale, unitamente all’alto senso del dovere, sensibilità, passione e spirito di sacrificio, che hanno sempre contraddistinto il suo operato, saranno apprezzati da tutta l’Associazione e dal territorio; quello stesso territorio che potrà beneficiare del suo forte e rigoroso saper fare, unitamente alle qualità umane.




Ad Ancona l'innovativo impianto di pacemaker/defibrillatore con due cateteri

Ospedale Torrette Cardiologica Marche OnlusInstallato per la prima volta nel settembre scorso, il dispositivo è in grado di curare lo scompenso cardiaco con notevole vantaggi per il paziente.


[dicembre 2017] – Agli Ospedali Riuniti Lancisi-Salesi-Umberto I di Ancona è stato installato nel settembre scorso il primo defibrillatore con funzione di Resincronizzazione Cardiaca (CRT) con soli due elettrocateteri anziché tre. I defibrillatori con funzione di stimolazione cardiaca sono utilizzati nella terapia dello scompenso cardiaco non responder alla sola terapia medica e qualora i due ventricoli non si contraggano in modo sincronizzato. Questi dispositivi salvavita permettono la stimolazione contemporanea sia del ventricolo destro che del ventricolo sinistro, ristabilendo così una contrazione più omogenea e naturale del cuore, con conseguente miglioramento della funzione contrattile.

Questa tecnologia, nota ormai dalla fine degli anni ‘90, richiede un intervento complesso sul paziente, in quanto bisogna posizionare tre elettrocateteri nel cuore: uno in atrio destro, uno in ventricolo destro e il terzo in ventricolo sinistro (posizionato nel seno coronarico). Il posizionamento nel cuore di questi elettrocateteri avviene tramite puntura di accessi venosi (vena succlavia o vena cefalica). «Si tratta di una procedura divenuta ormai routinaria e viene svolta da anni con ottimi risultati nel nostro reparto – riferisce il prof. Alessandro Capucci, direttore della Clinica di Cardiologia e Aritmologia degli Ospedali Riuniti –. Tuttavia l’inserimento di molti cateteri si può accompagnare a complicanze quali sposizionamenti degli elettrocateteri o infezioni, ciò che richiede poi un eventuale reintervento sul paziente».

Il 21 settembre il dr. Silvano Molini e il dr. Mario Luzi, medici dell’équipe di Aritmologia guidata dal prof. Capucci, hanno impiantato per la prima volta in regione, all’ospedale Torrette di Ancona, un defibrillatore di nuova generazione con funzione di Resincronizzazione cardiaca, sviluppato dalla società Biotronik, leader nella tecnologia medica cardiovascolare ed endovascolare. L’pparecchio necessita di soli due elettrocateteri anziché tre. Non è presente l’elettrodo in atrio destro. Ciò è possibile grazie alla presenza di un sensore sull’elettrocatetere del ventricolo destro e ad un sofisticato sistema elettronico nel dispositivo che permettono di rilevare l’attività atriale senza avere quindi la necessità di posizionare un catetere all’interno dell’atrio.

«Avere questo innovativo dispositivo per alcuni pazienti è fondamentale – spiega il dr. Molini –. Infatti l’anatomia estremamente complessa in alcuni soggetti non avrebbe mai permesso di posizionare tutti e tre gli elettrocateteri; avremmo comunque dovuto rinunciare al catetere atriale e questo avrebbe comportato che il dispositivo non avrebbe potuto funzionare al 100% delle sue possibilità e il paziente non ne avrebbe tratto il massimo giovamento possibile. Grazie a questa nuova tecnologia abbiamo potuto risolvere il problema ed il paziente può così sfruttare al massimo le capacità del suo pacemaker/defibrillatore».

«Oltre a questi casi particolari – aggiunge il prof. Capucci –, in generale avere la possibilità di garantire la Terapia di resincronizzazione con due elettrocateteri anziché tre è molto vantaggioso; infatti da studi internazionali si evince come la presenza del terzo elettrocatetere aumenti il rischio di infezione procedurale di quasi cinque volte. Inoltre ogni elettrocatetere impiantato ha un rischio, generalmente molto basso, ma pur sempre un rischio, di sposizionarsi o di danneggiarsi negli anni, costringendoci poi a dover reintervenire chirurgicamente sul paziente; quindi l’utilizzo di meno cateteri ci aiuta a ridurre ulteriormente questo rischio».

Il dispositivo impiantato, come di prassi per il nosocomio anconetano, è anche compatibile con eventuali esami di Risonanza magnetica e può esserne controllato il funzionamento in remoto, grazie al trasmettitore che il paziente ha sempre con sé.




Chi è Marco Di Eusanio, neo Direttore del Cardiologico Lancisi di Ancona

Marco Di Eusanio associazione cardiologica marche onlus«L'Obiettivo è offrire una cardiochirurgia moderna e innovativa – ha spiegato alla stampa Marco Di Eusanio, neo Direttore dal 1° settembre scorso della Struttura organizzativa dipartimentale Cardiochirurgia del presidio Cardiologico Lancisi di Ancona – con tecniche giovani che puntino soprattutto ad una chirurgia mini invasiva, con accessi di 4-5 centimetri rispetto alla chirurgia tradizionale, che riducano lo stress e permettano un recupero veloce del paziente, con interventi che possano essere estesi anche a pazienti ad alto rischio».


[dicembre 2016] – Il Dott. Marco Di Eusanio (anconetano, 43 anni, sposato con un figlio guarda caso di nome Giuseppe) ha preso servizio come direttore della Cardiochirurgia del Lancisi di Ancona il 1° settembre.

Marco Di Eusanio associazione cardiologica marche onlusIl suo percorso di formazione e lavorativo lo ha visto in numerosi centri di grandissima fama come il Sant’Orsola di Bologna, Il St Antonious Hospital in Olanda, il Lancisi di Ancona. Suoi maestri sono quindi il padre, il Prof. Giuseppe Di Eusanio, il Prof. Di Bartolomeo di Bologna e il Dott. Marc Schepens di Utrecht. Prima di prendere servizio ad Ancona è stato Direttore della Cardiochirurgia di Teramo, dove in pochi mesi ha aumentato del 40 % l’attività chirurgica del reparto riducendo la mobilità passiva regionale e attraendo pazienti dalle regioni limitrofe, Marche comprese. In grado di eseguire tutti gli interventi cardiochirurgici dell’adulto, è considerato un esperto di livello internazionale per la chirurgia degli aneurismi e delle dissezioni dell’aorta toracica e per la chirurgia mini-invasiva, disciplina quest’ultima che permette la sostituzione o la riparazione delle valvole cardiache attraverso piccolissime incisioni, di solo 4-5 cm. Altri campi di interesse sono la chirurgia dell’endocardite infettiva, dello scompenso (impianto di cuori artificiale, rimodellamento del ventricolo sinistro), delle aritmie (fibrillazione atriale, anche completamente toracoscopica), i reinterventi.

Il Dott. Di Eusanio riferisce di essere molto contento di lavorare al Lancisi, diretto da un’amministrazione che lo supporta nel lavoro e da colleghi ed infermieri di altissima professionalità. Si dice ancora entusiasta di partecipare attivamente ad una trasformazione in atto all’interno del dipartimento che sempre più frequentemente, secondo un approccio trasversale e multidisciplinare, pone specialisti diversi, chirurghi, cardiologi, chirurghi vascolari, radiologi, anestesisti a lavorare sullo stesso paziente, molto presto all’interno di una sala ibrida.

Marco Di Eusanio associazione cardiologica marche onlusIl suo obiettivo è chiaro: rafforzare il ruolo della cardiochirurgia del Lancisi in regione e in Italia e di esprimere una cardiochirurgia che sia moderna e innovativa. Ecco quindi l’importanza di potenziare le risposte della Cardiochirurgia all’interno della rete cardiologica marchigiana aumentando sia la capacità di ricezione dei pazienti sia la velocità di risposta con riduzione dell’attesa per l’intervento, che oggi, per i casi non urgenti è pari a 30 giorni. La chirurgia mini-invasiva è l’esempio più evidente dell’approccio moderno che si vuol dare. La chirurgia mini-invasiva infatti, sebbene più complessa tecnicamente rispetto alla chirurgia tradizionale, permette di ridurre l’incidenza di complicanze respiratorie, renali, di ferita ed è meglio accettata dal paziente che vede maggiormente rispettata l’integrità del proprio torace. Il minor trauma chirurgico riduce infatti il dolore e consente un più rapido recupero funzionale del paziente con una minore ospedalizzazione e un più celere ritorno alle attività.

Sebbene al lavoro da solo tre mesi (è quindi prematuro fare bilanci), gli indicatori di attività indicano già un significativo aumento (>25%) degli interventi eseguiti rispetto al triennio precedente, con risultati di assoluta eccellenza a fronte di una popolazione di pazienti con un profilo di rischio molto elevato e di operazioni complesse eseguite in sala operatoria. La mortalità complessiva del primo trimestre è pari all’1,4%, valore che ben si confronta con quello medio nazionale che è pari a circa il 3-4%.